(via thelittlemermaid69)

Ho una maglia leggera ma una sciarpa pesante,

come a voler dire che non ho bisogno di nient’alro

che del tuo braccio che mi copre le spalle.

#vali  
  Luglio 25, 2014 at 04:10am
fuckyournoguchicoffeetable:

Fuck your triangle mirror.

fuckyournoguchicoffeetable:

Fuck your triangle mirror.

Senza titolo by Matilde Viegas on Flickr.

Senza titolo by Matilde Viegas on Flickr.

  Luglio 23, 2014 at 07:55am

Full blog post: IMA Greenhouse with Kelsey & Mikey | Violet Short Photography

Full blog post: IMA Greenhouse with Kelsey & Mikey | Violet Short Photography

Fuori dalla stazione c’era questa ragazza che aveva perso il cellulare e chiedeva scusa posso fare una telefonata e piangeva diceva dentro ci sono delle cose importantissime e piangeva più forte. Poi sono andata al binario tre, il mio treno arriva quasi sempre al binario tre, e sono tornata a casa. Faccio venti passi e mi accorgo che non ho più l’ombrello. Mi giro di scatto, ma è troppo tardi nonostante i miei movimenti veloci. Faccio un rapido conto di tutti gli ombrelli che ho dimenticato e superano alla grande la cinquantina. Forse dovrei piangere, dire a voce alta che era un ombrello bellissimo, e che era così importante per me, che mi riparava benissimo dai goccioloni di pioggia a maggio, forse dovrei chiedere alle persone un passaggio fino alla mia macchina che è l’ultima proprio in fondo al parcheggio. Invece non faccio niente, perché è solo un ombrello e domani ne posso comprare uno identico, se solo mi venisse in mente che colore era, e lo dimenticherò da un’altra parte e qualcuno lo troverà, penserà toh!che culo un ombrello! e lo lascerà nel baule della Smart fino al prossimo diluvio universale. 
The Little Lost Project raccoglie tutte le cose piccole che le persone perdono sui marciapiedi, sulle panchine nei parchi, sulle scale per la metro e inventano delle storie che accompagnano ogni oggetto. Guardo il video e mi viene da sorridere forte perchè ripenso alla mia scatola di cose trovate per terra da piccola, una bellissima collezione che non mi stancavo mai di guardare. C’era una scheda telefonica con la statua della libertà, una spazzola di barbie per barbie, una caramella all’orzo, le altre cose non me le ricordo. Il problema è che mia madre al contrario del Little Lost Project ha deciso che le mie cose preziose invece di rincontrare i loro proprietari avrebbero dovuto fare amicizia con il bidone dell’indifferenziata. Delle volte sa essere una persona davvero cattiva.
Invece ora dico una cosa romantica che è una di quelle cose che non serve nemmeno dire che tanto si sa, ma la dico lo stesso ed è che non ti voglio perdere come tutte le mie forcine nere per capelli.
http://www.dlso.it/site/2014/07/21/non-voglio-perderti-come-tutte-le-mie-forcine-per-capelli/(scrivo qui)
Fuori dalla stazione c’era questa ragazza che aveva perso il cellulare e chiedeva scusa posso fare una telefonata e piangeva diceva dentro ci sono delle cose importantissime e piangeva più forte. Poi sono andata al binario tre, il mio treno arriva quasi sempre al binario tre, e sono tornata a casa. Faccio venti passi e mi accorgo che non ho più l’ombrello. Mi giro di scatto, ma è troppo tardi nonostante i miei movimenti veloci. Faccio un rapido conto di tutti gli ombrelli che ho dimenticato e superano alla grande la cinquantina. Forse dovrei piangere, dire a voce alta che era un ombrello bellissimo, e che era così importante per me, che mi riparava benissimo dai goccioloni di pioggia a maggio, forse dovrei chiedere alle persone un passaggio fino alla mia macchina che è l’ultima proprio in fondo al parcheggio. Invece non faccio niente, perché è solo un ombrello e domani ne posso comprare uno identico, se solo mi venisse in mente che colore era, e lo dimenticherò da un’altra parte e qualcuno lo troverà, penserà toh!che culo un ombrello! e lo lascerà nel baule della Smart fino al prossimo diluvio universale.

The Little Lost Project raccoglie tutte le cose piccole che le persone perdono sui marciapiedi, sulle panchine nei parchi, sulle scale per la metro e inventano delle storie che accompagnano ogni oggetto. Guardo il video e mi viene da sorridere forte perchè ripenso alla mia scatola di cose trovate per terra da piccola, una bellissima collezione che non mi stancavo mai di guardare. C’era una scheda telefonica con la statua della libertà, una spazzola di barbie per barbie, una caramella all’orzo, le altre cose non me le ricordo. Il problema è che mia madre al contrario del Little Lost Project ha deciso che le mie cose preziose invece di rincontrare i loro proprietari avrebbero dovuto fare amicizia con il bidone dell’indifferenziata. Delle volte sa essere una persona davvero cattiva.

Invece ora dico una cosa romantica che è una di quelle cose che non serve nemmeno dire che tanto si sa, ma la dico lo stesso ed è che non ti voglio perdere come tutte le mie forcine nere per capelli.

(scrivo qui)
  Luglio 22, 2014 at 03:17am
shh.

shh.

(via atleastyouth)

schoolhall:

my godfather took this picture some years (1998) before he died of cancer, he loved photography so much even when he was in hospital he used to carry hes camera. 
ive got tones of pictures but this one its kinda special, the woman reading in Rio de janeiro, shes a stranger, he stood there for a couple of minutes waiting to get the perfect angle and took the picture, when he developed it he gave me his camera (even tough i was a toddler), if he was alive, he would be one more blogger in here, he was so special, the kind of person that could see your soul before your face.

schoolhall:

my godfather took this picture some years (1998) before he died of cancer, he loved photography so much even when he was in hospital he used to carry hes camera.

ive got tones of pictures but this one its kinda special, the woman reading in Rio de janeiro, shes a stranger, he stood there for a couple of minutes waiting to get the perfect angle and took the picture, when he developed it he gave me his camera (even tough i was a toddler), if he was alive, he would be one more blogger in here, he was so special, the kind of person that could see your soul before your face.

(via bullshitartist)

Se una persona diventa il tuo luogo

dove pensi di andartene?

#vali  
  Luglio 21, 2014 at 08:31am
che rumore fa vedere due arcobaleni dalla finestra?

che rumore fa vedere due arcobaleni dalla finestra?

  Luglio 20, 2014 at 08:52am

(via ohcardigan)

Alle volte abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci porti a casa.

  Luglio 19, 2014 at 05:11am

bambooearring:

 Rewina San Francisco, CA

 Spring

(via lounge-lizards)

ti aspetto.

ti aspetto.

(via neest)

Dimentico sempre l’ombrello, faccio prove di danza per nessuno spettacolo con addosso un cappello a cilindro. Faccio sentire ad Anna canzoni che dicono che la tristezza è una benedizione, ma forse intesa come bene-dizione, quindi t r i s t e z z a, mi raccomando le due zeta. Trovati il tuo posto sul pentagramma io mi butto su di te facciamo una minima che vale due ma è una sola. A che serve un segreto se non a dire a qualcuno lo sai tenere un segreto? Io sì. Colleziono segreti di altri tra le pagine dei libri nel secondo cassetto del comodino nelle tasche delle giacche invernali appese tra la naftalina.

Ci sono donne con le scarpe di ricambio nella borsae ci sono quasi anche le ciliegie. o ciliege. o cigliege. Nel mio sogno sto seduta su una poltrona coperta da un telo marrone e mi tengo le gambe strette. C’è luce come a mezzogiono d’estate ma non ci sono finestre, allora da dove arriva. No, non manca il tetto, sei tu. Sei come le radici che escono dal terreno: mi piaci tantissimo. Delle volte succedono cose che ti fanno venire il batticuore come per esempio telefonate in vivavoce che nessuno si aspetta e siamo tutti e tre emozionati precisamente dell’emozione gioia. Più precisamente ancora dell’emozione vita.

Poi per esempio ho scoperto che stare per mano che io non l’avevo mai fatto, mi piace tantissimo, come le radici come te.

Vali, Maggio 2011.

  Luglio 17, 2014 at 02:27pm